Parrocchia San Pietro Apostolo Tagliuno

"Tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa"

La Chiesa primitiva

Chiesa 1903 www

Nell'antica terra di Taiuno, non lontana dal castello e prospiciente il fiume Oglio, esisteva la chiesa "curata" di S. Pietro, nella plebania di Calepio. Nessuna notizia circa l'origine e il tempo di fondazione. Sappiamo che i primi centri rurali distanti dalla sede vescovile erano le chiese plebane. Nella "plebs" risiedeva il rappresentante del vescovo ("pievano") con un gruppo di sacerdoti che nei giorni di festa si portavano nelle varie chiese "curate" della zona per la celebrazione dei sacri riti. Nella nostra diocesi, dopo quelli più antichi di Almenno e di Telgate, si stabilisce anche il centro plebano di Calepio. Sul triangolo di terra tra la Valle Alta e il fiume Oglio, scelto a scopo di più facile difesa, era stato fissato il primo abitato di Tagliuno con la chiesa e il castello, anche se altri nuclei rurali erano sparsi nella vasta campagna al di qua della valle. Se quella è stata la prima chiesa della Comunità, doveva esserci prima dell'anno 828 a cui si riferisce il già citato documento di donazione alla chiesa di Bergamo. Nella distruzione del castello e delle abitazioni civili del 1393, durante i combattimenti tra guelfi e ghibellini, fu risparmiata la chiesa e lasciata sola nel luogo primitivo. Il nuovo castello ad ovest del vallato, con l'ampliamento del caseggiato attorno alla chiesa di S. Lorenzo, già era stato fatto nel 1407, allorché venne occupato da Carlo Malatesta. Man mano tutte le funzioni parrocchiali venivano trasferite dalla chiesa di S. Pietro in questa pur antica di S. Lorenzo.
Qui arrivò l’arcivescovo di Milano Carlo Borromeo (S. Carlo) per la visita apostolica il 16 settembre 1575. Nel documento relativo esistente nel nostro archivio si dice fra l'altro: "Visitò, come si è solito fare la chiesa di S. Lorenzo parrocchiale del luogo di Tagliuno…incapace di accogliere la popolazione di anime mille in totale, di cui seicento di comunione (= adulti). Non c'è il battistero, da fare entro un anno. Ci sono quattro altari; quello della scuola del SS. Sacramento sia rimosso perché troppo vicino alla porta laterale. Oltre alla detta scuola del SS. Sacramento esistente dal 1540 secondo la regola antica della città di Brescia, c'è anche la scuola della dottrina cristiana per i maschi…" "…Della chiesa di S. Pietro: Nella chiesa di S. Pietro, campestre, che si dice fosse stata la parrocchiale, si celebra la messa soltanto nei giorni di festa. La chiave sia custodita dal curato. Il cimitero sia circondato da steccato ligneo, perché non resti aperto alle bestie, o per altri usi profani. Sia tolto subito l'altare posto nel cimitero. La si fornisca di campana". Da documento rilasciato dalla curia si attesta che negli atti della visita pastorale di Mons. Federico Cornaro nel maggio 1625 vi si legge: "Sono nella mia cura la chiesa di S. Pietro tutelare campestre, la chiesa di S. Giovanni del Civedino, e di S. Salvatore, campestre".
Col tempo la chiesa di S. Pietro andò rovinando, fino a scomparire. Sul luogo il parroco Suardi vi piantò la vigna e in occasione del centenario della consacrazione della nuova chiesa, nel 1928 fu posta una stele con la scritta:
"Heic vetus curialis S. Petri Ap. antiquitus extitit postea vetustate diruta" (= qui esistette un tempo l'antica cura - parrocchia - di S. Pietro Ap., poi rovinata per antichità).